La tesi di Filippo M. Nicoletti è che tra fotografia e design intercorra un rapporto stretto, strategico e suscettibile di nuovi, interessanti sviluppi. Quanto serve la fotografia al design? È un intervento di rappresentazione del prodotto che si compie in un secondo momento, dopo che il progetto è concluso, o è parte della comunicazione fondamentale del prodotto che va progettata sin dall’inizio? Con questi interrogativi, Nicoletti ripercorre la storia della fotografia in rapporto al design o meglio la storia del rapporto fotografia-design dall’Ottocento, quando nasce la fotografia (coeva al design), ai nostri giorni. Così, rintraccia le interconnessioni tra fotografia e manifesto moderno (pubblicitario), che prende vita in ambito pittorico ma è presto

influenzato dalla fotografia; oppure indaga sugli sviluppi di fotografia e fotomontaggio nell’ambito delle Avanguardie storiche (in particolare Dadaismo, Costruttivismo russo e Bauhaus); o ancora focalizza l’attenzione sulla rappresentazione “pura” del design italiano ad opera di Aldo Ballo (uno dei suoi maggiori interpreti) o sulla maniera – divertita – dell’azienda Alessi di giocare, fotograficamente, con oggetti e progettisti. L’obiettivo è distillare da questo studio delle tecniche di rappresentazione fotografica riconducibili a operazioni ben precise ed eccellenti per applicarle a prodotti aziendali in funzione del loro concept. Da qui, una mostra che rivisita, con odierni mezzi digitali, le tecniche dei grandi maestri della fotografia e del design.

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