Layout Tesi | Qualche tempo fa, il Rettorato di Palermo ha deciso che le Tesi di Laurea Triennale dovessero diventare degli “elaborati brevi” – ma non intensi – o comunque risolversi in lavori piuttosto agili. Oltre a indicare tale limite sostanziale, anche in termini anche di cartelle tipografiche, ha dato indicazioni normative riguardanti il carattere tipografico, il corpo, i margini e altre specificazioni circa il layout. Qui, non si dice direttamente che il formato deve essere A4, ma lo si lascia intendere tra le righe. Peraltro, il Dipartimento di Architettura ha definito un frontespizio “classico”: col marchio dell’Università di Palermo in posizione apicale, un andamento gerarchico dall’alto verso il basso, diversi allineamenti e una moltitudine di corpi. Mettendo insieme le cose, se consideriamo il formato A4, le indicazioni tipografiche dell’Ateneo, ad esempio carattere tipografico Times New Roman corpo 12 con margini cm 2 e 3,5 interno, danno luogo a configurazioni tipografiche piuttosto scomode. In questo caso, per sviluppare l’esempio, la riga tipografica supererebbe abbondantemente le 75 battute (lunghezza critica) rendendo difficoltosa la lettura. Come progettisti grafici ci troviamo dunque a disagio, ma come docente universitario devo necessariamente seguire le indicazioni del Rettorato e del Dipartimento, anche se le trovo tecnicamente sconvenienti. Le leggi si cambiano, se necessario, ma non s’infrangono, mai. Se Socrate ha bevuto la cicuta, non saremo noi adesso a tirarci indietro: possiamo certamente – con minore sacrificio – utilizzare il Times New Roman corpo 12.
D’altra parte, benché qualcuno sostenga che sia possibile correggere leggermente vincoli “proibitivi”, io ritengo invece che un progettista debba sviluppare il suo lavoro proprio a partire da (quei) vincoli. È stato sempre così, dal momento in cui l’uomo ha pensato di erigere un tetto per proteggersi dalle intemperie o di tracciare segni magico-informativi sulle pareti delle grotte con mezzi che potrebbero sembrarci ben più che ridotti. Il Times New Roman non è bello o brutto, corretto o scorretto; vale qui come vincolo ovvero mezzo che dobbiamo cercare di usare al meglio. Altro obiettivo di un layout progettato per le Tesi di

Laurea del Dipartimento di Architettura è la semplicità di utilizzo da parte di laureandi i quali, spesso, non hanno idea di come s’impagini né hanno idea di come si usi Indesign, il più diffuso programma di impaginazione, molto facile da utilizzare e assolutamente intuitivo. L’obiettivo, dunque, non è il layout più bello ma il più aderente alle regole del Rettorato e del Dipartimento, graficamente equilibrato, tale da rendere con chiarezza i contenuti (testi e immagini) e che possa essere impaginato senza particolari competenze (tipo)grafiche. Faccio notare, en passant, che nei Corsi di Laurea (di progetto) del Dipartimento di Architettura non ci sono materie di progettazione grafica, eccetto il Corso di Studi in Disegno industriale dove ce n’è una su 20 (ben meno del necessario).
Ma veniamo a noi. Il layout progettato ha formato A5 verticale, ispirato al progetto editoriale di Bruno Munari per Einaudi, sia per l’eccellente livello grafico sia – a mo’ di buon auspicio – per l’eccellente livello dei contenuti. Qui, tutte le indicazioni del Rettorato sono rispettate, e anzi funzionano meglio, se non altro per la compattezza del testo e una riga tipografica ben più comoda. Il frontespizio A4 indicato dal Dipartimento, ruotato di 90 gradi, è ora un A4 orizzontale ripiegato: un espediente per “limitare i danni”, nel rispetto delle regole. Ci sono guide per il testo principale e altre per didascalie e immagini, che possono essere tagliate a filo. Ci sono margini interni, tra il testo e le immagini e tra queste e le didascalie. Le referenze bibliografiche seguono un criterio uniforme. Tutto molto facilmente applicabile.
Tale progetto è stato sviluppato con la collaborazione di quattro laureandi in Disegno industriale, che ne hanno condiviso il senso. Due di loro hanno lavorato nell’ambito dell’agro-alimentare, uno ha progettato un gioco autoprodotto (stampa 3D) e un’altra ha condotto un’impeccabile Tesi di prodotto. Così, si è pensato di dar luogo a una collana, articolata in categorie di progetto evidenziate con colori diversi, sempre sulla falsariga del progetto editoriale Einaudi di Munari. Le Tesi in questione sono: prodotto = rosso, food = verde, gioco = azzurro. Work in progress…